Cure programmate

Desiderate ricevere assistenza sanitaria in un altro paese europeo a spese dell’assicurazione malattia.

Per scoprire se ne avete diritto, rispondete alle 5 domande seguenti:

1In quale paese siete assicurati? 

Le regole qui spiegate valgono se si è iscritti ad un regime obbligatorio di sicurezza sociale di uno Stato membro dello Spazio economico europeo (SEE) o della Svizzera (esclusi i trattamenti senza previa autorizzazione nelle relazioni con la Svizzera).

2Dove pensate di richiedere l’assistenza sanitaria?   

Le regole qui spiegate riguardano le cure ricevute in uno Stato membro dello Spazio economico europeo o in Svizzera (esclusi i trattamenti senza autorizzazione nelle relazioni  con la Svizzera.

3Si tratta di cure impreviste?

Se sì, sono coperte dalla tessera europea di assicurazione malattia. Se viaggiando in uno Stato membro del SEE o in Svizzera si ha inaspettatamente bisogno di cure (nel senso che queste ultime non erano lo scopo del viaggio), la tessera europea di assicurazione malattia garantisce la copertura dei relativi costi. Per ulteriori informazioni, vedere il sito sulla tessera europea di assicurazione malattia.

4La vostra assicurazione malattia copre i costi di cure analoghe nel vostro paese di origine?

In linea di massima, i costi delle cure sanitarie vengono coperti soltanto se la legislazione del paese in cui si è assicurati riconosce il trattamento. Le cure termali, ad esempio, vengono rimborsate in alcuni paesi, ma non in altri. Prima di recarsi all’estero, è bene informarsi presso il proprio ente assicurativo.

Si5 tratta di cure ospedaliere? 

Attualmente non esiste una definizione europea di “cure ospedaliere” o di “cure non ospedaliere”. In caso di dubbio, informarsi presso il proprio ente assicurativo. Se si tratta di cure previste e programmate, che costituiscono cioè il motivo del viaggio all’estero, occorre distinguere tra cure ospedaliere e cure non ospedaliere.

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In caso di cure ospedaliere, sarà quasi sempre richiesta un’autorizzazione preventiva.

I costi saranno quindi coperti secondo le norme del paese in cui le cure vengono prestate (paese di cura). Se tali condizioni sono meno favorevoli di quelle offerte dalla propria assicurazione malattia, la differenza sarà rimborsata. In mancanza di un’autorizzazione preventiva, i costi non saranno coperti automaticamente. Resta comunque possibile richiedere il rimborso al rientro, ma non vi sono garanzie che la richiesta venga accettata.

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Nel caso di cure non ospedaliere,

è possibile richiedere un’autorizzazione prima della partenza, in modo da poter beneficiare delle stesse garanzie. È anche possibile recarsi direttamente nel paese in cui si desiderano ricevere le cure (paese di cura), senza munirsi di un’autorizzazione preventiva, e poi chiedere il rimborso al ritorno. I costi delle cure saranno quindi rimborsati secondo la normativa del paese del proprio ente assicurativo. Si noti che questa possibilità non è riconosciuta nelle relazioni con la Svizzera.

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Per avere l’autorizzazione al trasferimento per cure:

  • devi, tu o qualcuno da te delegato, presentare alla ASL di appartenenza:
  • la domanda di autorizzazione
  • la proposta di un medico specialista
  • l’ulteriore documentazione eventualmente prescritta da disposizioni regionali

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ATTENZIONE!

La proposta del medico specialista deve essere adeguatamente motivata in ordine all’impossibilità di fruire delle prestazioni in Italia, tempestivamente o in forma adeguata al caso clinico. Si precisa che è considerata valida la proposta fatta da un medico specialista sia pubblico che privato. La proposta del medico deve contenere l’indicazione della struttura estera prescelta per la prestazione.

  • l’ASL provvede, secondo modalità stabilite dalla Regione, alla trasmissione della domanda e della documentazione al Centro di Riferimento Regionale (CRR) territorialmente competente.
  • il CRR, valuta la presenza dei requisiti richiesti (impossibilità di ricevere le cure necessarie in Italia, tempestivamente o in forma adeguata alla particolarità del caso clinico) e l’appropriatezza della struttura estera. Comunica, poi, all’ASL competente, il proprio parere motivato.
  • l’ASL, acquisita l’autorizzazione, te ne darà comunicazione.

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In caso di parere negativo

a.       In caso di rigetto della domanda di autorizzazione potrai presentare ricorso:

  • al Direttore Generale della ASL
  • al Tribunale amministrativo regionale (TAR) ed al Consiglio di Stato in sede di appello
  • al Presidente della Repubblica con ricorso straordinario

b.   In caso di rigetto della domanda di rimborso delle spese potrai ricorrere:

  • alla magistratura ordinaria (giudizio di 1° grado)
  • alla magistratura ordinaria di appello (giudizio di 2° grado)
  • alla magistratura di Cassazione (giudizio di 3° grado)

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Durante il soggiorno

Presentando il modello S2 rilasciato dalla ASL, alle strutture pubbliche o convenzionate, avrai diritto a ricevere tutte le cure programmate. Le prestazioni sono gratuite, salvo il pagamento dell’eventuale ticket (o di altra partecipazione alla spesa) che è a tuo diretto carico ma parzialmente rimborsabile dalla ASL di appartenenza.

images-1ATTENZIONE!

Può capitare che, in presenza di modello S2, vengano fatte pagare alcune prestazioni. Se rientrano in spese di natura strettamente sanitaria (ad esempio onorari corrisposti a sanitari che abbiano svolto la propria opera in regime libero professionale, ticket previsti, spese per il viaggio) potrai richiedere il rimborso alla tua ASL secondo le percentuali indicate all’art. 6 del DM del 3.11.1989.

Nel caso di strutture private, l’assistenza è in forma indiretta pertanto dovrai anticipare il costo delle prestazioni. Per richiedere il rimborso alla ASL di appartenenza (art. 6 del DM 3.11.1989) al tuo rientro in Italia, è necessario che l’Ambasciata o Consolato italiani all’estero territorialmente competenti, ti visti le fatture e l’eventuale documentazione sanitaria in originale, e che ti rilasci la certificazione riguardo alla natura privata del Centro estero.

Il rimborso deve essere richiesto entro tre mesi dalla data in cui è stata sostenuta la spesa (art.7 del D.M. 3.11.1989).

DA SAPERE

Le cure di mantenimento o di controllo, anche se riferite ad una precedente autorizzazione, devono essere preventivamente autorizzate dalla ASL, sentito il CRR per cui, ogni qualvolta si presenta questa necessità, devi presentare domanda di autorizzazione secondo la stessa procedura sopra indicate.

Nei confronti dei soggetti portatori di handicap, individuati dall’art. 3, comma 3, della Legge 5 febbraio 1992, n. 104, che necessitano di cure di neuro riabilitazione, le spese di soggiorno al di fuori dell’ospedalizzazione sostenute dall’assistito e dall’eventuale suo accompagnatore – ove si tratti di assistito minore o non autosufficiente e per il quale il CRR abbia autorizzato l’accompagnatore stesso – in alberghi o in strutture collegate con il centro di altissima specializzazione, sono equiparate a tutti gli effetti, alla degenza ospedaliera, qualora non sia prevista l’ospedalizzazione in costanza di ricovero per tutta la durata degli interventi autorizzati, ai sensi dell’art.4 del DM 3.11.1989, per i quali sia stato emesso ai fini dell’erogazione dell’assistenza sanitaria, in forma diretta, il modello S2.

In caso di ospedalizzazione, possono essere riconosciute le spese relative al soggiorno dell’accompagnatore, qualora la struttura ospedaliera all’estero attesti la necessità della presenza dell’accompagnatore durante la degenza del suddetto assistito.

Il contributo è riconosciuto dalle Regioni in misura diversa a seconda del reddito del nucleo familiare, secondo le modalità previste all’art. 2, comma 1, dell’Accordo Stato-Regioni 6 febbraio 2003.


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